PROTOTYPING PLEASE!
Ormai è chiaro che i confini del lavoro del disegnatore di interfacce ‘Orientate al web’ non sono poi così ben definiti. Le applicazioni condivise che necessitano di interfacce utente si moltiplicano di giorno in giorno, e devono essere presenti su supporti diversi, spesso in continua mutazione. Basti pensare al mondo dei dispositivi mobili, che sembra si stia finalmente ritagliando lo spazio da protagonista tanto predetto in questi anni: ormai tutte le principali piattaforme web, ad esempio Facebook o GMaps, hanno le rispettive applicazioni su Android o Iphone OS, e spesso alcune di queste applicazioni influenzano radicalmente l’utilizzo stesso del dispositivo (Shazam ne è l’esempio più eclatante). Insomma non ci troviamo solo di fronte a dilemmi quali la buona resa nei vari browser o layout liquidi e fluidi, ma ad una galassia di dispositivi, spesso diversi tra loro, su cui deve potersi presentare all’utente una interfaccia rispondente ad esigenze precise e differenziate.
Un panorama del genere, oltre a richiedere al designer un aggiornamento continuo sulle tecnologie e un ibridarsi radicale con altre discipline, richiede anche strumenti di progettazione e prototipizzazione dell’interfaccia che possano essere esaustivi e agili, per velocizzare e intensificare i test con potenziali utenti, e adeguarsi alle problematiche emerse dagli stessi test. Possiamo reperire un numero ormai considerevole di tool per il prototyping, cartaceo e non, i wireframe e lo user testing (es. silverback per i Mac) [1].
Queste considerazioni possono sembrare scontate per prodotti di ampio respiro, ma, nelle realtà alle prese con progetti piccoli o dai budget ridotti, la fase dello user testing e della creazione di prototipi viene ridotta spesso alla presentazione di mock-up statici da visualizzare all’interno di un qualunque browser, che il più delle volte si concentrano solo su problematiche legate all’aspetto grafico. Anche nei progetti medio-piccoli, però, è necessario non convogliare l’attenzione del committente o degli utenti solo sugli aspetti legati alla presentazione, bensì sottolineare, con strumenti adeguati, lo strutturarsi della navigazione, delle informazioni e delle funzionalità, ben prima di parlare di effettini, shading e angoli più o meno arrotondati. Farlo apporta enormi benefici a un costo davvero contenuto, e può far comprendere meglio, anche al committente stesso, come si possano distribuire informazioni e servizi su piattaforme diverse e in modi differenti, non vincolandosi ad una visione tutta orientata alla resa grafica su un pc e solo in seguito, se necessario, su dispositivi differenti.
Comprendere, nelle piccole e medie imprese diffuse sul nostro territorio, l’importanza di un corretto approccio progettuale alle interfacce aiuterebbe ad aprire nuove prospettive di business e a creare prodotti più vicini all’utente.
[1] risorse utili per approfondire
http://www.alistapart.com/articles/paperprototyping
http://www.boxesandarrows.com/view/what_an_ia_should_know_about_prototypes_for_user_testing
http://threeminds.organic.com/2008/11/prototypes_that_revolutionize.html